La Lombardia Orientale compie un passo decisivo verso la costruzione di uno dei più importanti ecosistemi agroalimentari innovativi del Paese. È stata infatti presentata la candidatura di ZIS SAIL, Sistemi AgroIndustriali della Lombardia. Il progetto che coinvolge i territori di Brescia, Cremona, Mantova e Lodi, ha l’obiettivo di rafforzare competitività, ricerca, formazione e innovazione lungo l’intera filiera agroalimentare.
La candidatura rappresenta l’evoluzione naturale del percorso avviato negli ultimi anni attraverso l’Hub della Conoscenza, iniziativa promossa dal Politecnico di Milano e Cassa Padana per costruire una visione condivisa di sviluppo dei territori della Lombardia Orientale. Proprio l’Hub della Conoscenza ha costituito il contesto all’interno del quale si è consolidata una rete stabile di relazioni tra sistema produttivo, mondo della ricerca, enti locali e organizzazioni territoriali, creando le condizioni per una progettualità di area vasta oggi tradotta nella candidatura ZIS.
La Lombardia Orientale rappresenta infatti uno dei territori a più alta intensità agroindustriale d’Europa. Le quattro province coinvolte concentrano circa il 63% della produzione agroalimentare lombarda, con oltre 3,2 miliardi di euro di export annuo.
La candidatura ZIS si fonda su una visione che supera i confini amministrativi delle singole province per costruire una piattaforma territoriale integrata. L’obiettivo è dare vita ad un vero e proprio distretto agroindustriale di scala europea, capace di mettere a sistema competenze, infrastrutture, investimenti e progettualità comuni.
Il modello presentato
In questo quadro, la candidatura presentata in Regione Lombardia prevede un modello organizzativo di tipo Hub & Spoke. L’hub centrale localizzato a Cremona e una rete di nodi territoriali distribuiti tra Brescia, Mantova e Lodi. Una struttura pensata per valorizzare le vocazioni specifiche dei diversi territori.
Al progetto hanno già aderito oltre quaranta soggetti tra università, enti di ricerca, associazioni di categoria, organizzazioni imprenditoriali, consorzi e imprese.
Tra questi figurano la Camera di Commercio di Brescia, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, il sistema delle Confcooperative e delle Confapi territoriali, il Consorzio Italiano Biogas, Cassa Padana, Credito Padano, l’Aeroporto di Brescia-Montichiari, AB Holding e numerose altre realtà rappresentative dell’intera filiera agroalimentare.
La partecipazione congiunta delle quattro università del territorio costituisce uno dei principali punti di forza della candidatura:
- il Politecnico di Milano apporta competenze di eccellenza nei campi dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione;
- l’Università degli Studi di Brescia contribuisce con i propri centri di eccellenza per la ricerca sulle bio-energie e la sostenibilità in agricoltura;
- l’Università Cattolica del Sacro Cuore rappresenta un riferimento nazionale per la ricerca e la formazione agroalimentare;
- l’Università degli Studi di Milano mette a disposizione il proprio patrimonio scientifico nei settori dell’agricoltura, delle scienze veterinarie, della sostenibilità e della sicurezza alimentare.
Le sfide dell’agroindustria
La strategia individuata punta a rafforzare l’intera catena del valore agroalimentare attraverso interventi dedicati all’agricoltura di precisione, alla digitalizzazione delle filiere, alla tracciabilità dei prodotti, alla sostenibilità ambientale, alla logistica avanzata, alla bioeconomia circolare e alla formazione delle competenze necessarie per accompagnare la trasformazione del settore.
La conclusione della prima fase di candidatura rappresenta oggi un risultato importante per l’intero territorio.
Nelle prossime settimane prenderà avvio il confronto operativo con i partner aderenti per definire priorità, progettualità e investimenti che caratterizzeranno la fase successiva del percorso.
La sfida è ambiziosa: trasformare la Lombardia Orientale in una delle principali piattaforme europee dell’innovazione agroalimentare, capace di coniugare tradizione produttiva, sostenibilità, ricerca e competitività internazionale.






