A Gambara lavoro e inclusione sociale diventano nuove opportunità per i richiedenti asilo. Oltre trenta inserimenti lavorativi, percorsi di formazione linguistica e una rete territoriale che unisce istituzioni, volontariato e mondo produttivo. Sono questi alcuni dei risultati presentati il 27 maggio presso l’Oratorio dei Santi Pietro e Paolo di Gambara durante l’incontro pubblico dedicato al progetto di inclusione sociale e lavorativa promosso dal Comune di Gambara, in collaborazione con l”Hub della Conoscenza, l‘agenzia per il lavoro Al Centro, Cassa Padana e dalla Prefettura di Brescia.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di restituzione alla comunità locale rispetto a un percorso che, negli ultimi mesi, ha coinvolto persone ospitate nel Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) di Corvione, imprese del territorio, istituzioni e operatori specializzati con l’obiettivo di favorire l’integrazione sociale attraverso il lavoro.
I numeri del progetto
Le attività operative sono state realizzate dall’Agenzia per il Lavoro Al Centro, che ha seguito i percorsi di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro.
La prima fase del progetto ha coinvolto 51 persone ospitate presso il CAS di Corvione, provenienti da diversi Paesi del mondo. Attraverso colloqui individuali e test linguistici è stato possibile individuare i bisogni formativi e costruire percorsi personalizzati.
Sono stati attivati corsi di alfabetizzazione linguistica che hanno coinvolto complessivamente 35 partecipanti. Il 70% dei corsisti ha completato con successo il percorso, raggiungendo livelli di competenza linguistica adeguati all’inserimento lavorativo.
A questa attività si è aggiunta una seconda fase di formazione partita a Novembre 2025 dove sono stati censiti 15 persone del Corvione di Gambara e di questi i 90% dei candidati ha completato il percorso di formazione permettendo così di avviare il percorso lavorativo. Complessivamente il progetto ha già consentito l’inserimento lavorativo di 26 candidati attraverso assunzioni dirette, percorsi di somministrazione e tirocini finalizzati all’occupazione.
Lavoro e inclusione sociale diventano nuove opportunità
L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del sistema imprenditoriale, del mondo bancario e dei beneficiari del progetto, che hanno condiviso esperienze e testimonianze concrete.
Nel corso dei lavori è emerso come il fenomeno migratorio rappresenti una sfida complessa che richiede strumenti strutturati di accompagnamento e inclusione. In questo contesto, il lavoro e la formazione linguistica assumono un ruolo fondamentale non solo per favorire l’autonomia delle persone, ma anche per rafforzare la coesione sociale e contribuire alla sicurezza e alla stabilità delle comunità locali.
Tra i protagonisti del percorso figurano alcune imprese del territorio che hanno scelto di aderire concretamente all’iniziativa, offrendo opportunità di inserimento lavorativo e contribuendo a costruire un modello di integrazione fondato sul lavoro e sulla responsabilità sociale. Nel settore metalmeccanico ha partecipato Foma S.p.A. di Pralboino, realtà specializzata nella trasformazione dei metalli, che ha scelto di investire in percorsi di inclusione coerentemente con una visione aziendale orientata all’innovazione, alla sostenibilità e alla valorizzazione delle persone.
Hanno inoltre aderito la Fonderia Strambini e Boroni di Gambara, storica realtà manifatturiera del territorio, e diverse aziende del comparto agricolo e zootecnico, tra cui l’Azienda Agricola Simonini e l’Azienda Agricola Caiano Sergio Pedercini di Asola, che hanno accolto lavoratori provenienti dal progetto contribuendo non solo alla loro crescita professionale, ma anche alla costruzione di percorsi di integrazione stabili all’interno della comunità locale.
Un modello da cui ripartire
Le testimonianze raccolte durante l’incontro hanno evidenziato come l’inserimento lavorativo, se accompagnato da formazione e tutoraggio, possa rappresentare una risposta concreta sia alle esigenze delle imprese sia al bisogno di inclusione delle persone coinvolte.
L’incontro del 27 maggio non ha rappresentato un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso destinato a proseguire.
I risultati raggiunti dimostrano come l’inclusione lavorativa possa diventare uno strumento efficace per favorire l’integrazione sociale, rispondere ai fabbisogni delle imprese e rafforzare il legame tra comunità, istituzioni e mondo produttivo.
Un’esperienza che conferma il valore della collaborazione territoriale e che apre nuove prospettive per il futuro.










