ICT e gestione associata: i Comuni a confronto sul tema dell’innovazione digitale

Mercoledì 8 aprile 2026, presso la Sala dei Trenta di Cassa Padana, si sono riuniti i Sindaci e gli amministratori del territorio per affrontare un tema sempre più centrale per il futuro degli enti locali: la gestione dei Servizi ICT (Information and Communication Technology).

Le sfide dei piccoli Comuni

Ad aprire il confronto è stato Claudio Russo, Responsabile Progetti su cooperazione inter-istituzionale, Politecnico di Milano – Formez Pa, insieme a Giulia Marchio, Ricercatrice e project manager nel campo dell’innovazione della Pubblica Amministrazione, che ha evidenziato con chiarezza le difficoltà che i piccoli Comuni si trovano a fronteggiare.
Nella maggior parte dei casi, infatti, i piccoli comuni affrontano sfide che da soli non riescono a superare: la gestione associata diventa dunque una risposta concreta, da mantenere e fare evolvere nel tempo.

Negli ultimi anni, grazie ai finanziamenti del PNRR, tutti i Comuni hanno potuto avviare percorsi di digitalizzazione: si contano circa 500 progetti già conclusi: Tuttavia, emerge una criticità strutturale: la mancanza di figure dedicate totalmente alla trasformazione digitale. Sebbene formalmente la maggior parte degli enti abbia nominato un responsabile, nella pratica si tratta spesso di figure con altri incarichi prioritari, e che non riescono quindi a dedicarsi interamente ai processi di innovazione.

ICT come priorità strategica

Giuliano Noci, Direttore dell’Hub della Conoscenza, e Prorettore del Politecnico di Milano, ha ribadito la centralità del tema: “I servizi informatici sono una priorità assoluta e noi, come Comuni, non abbiamo fatto abbastanza. Quello che abbiamo fatto fino ad ora finora rischia di generare solo costi aggiuntivi”.
I dati raccolti in 19 comuni, con un totale di 349 dipendenti, confermano la criticità della questione: solo un dipendente (0,5 FTE) dedica metà del suo tempo all’informatica. Negli altri 18 comuni il presidio interno è zero. Un dato sconfortante se si considera che, nella Pianura Bresciana, gli FTE dovrebbero essere 10,5.

Una riflessione che apre ad una possibile soluzione: la progettazione e gestione associata dei servizi ICT. Una scelta che potrebbe avere un impatto sui bilanci e sull’efficienza amministrativa.

I vantaggi della gestione associata

Dal confronto sono emersi tre principali benefici di un approccio condiviso:
• risparmio economico, grazie alla condivisione delle risorse;
• gestione più efficace, con maggiore specializzazione e coordinamento;
• attivazione di nuovi sevizi, finora non accessibili per limiti organizzativi o economici.

Un modello strutturato di servizi

L'incontro organizzato dall'Hub della Conoscenza sulla gestione associata dei servizi digitaliPer i Comuni che aderiranno alla gestione associata ICT, è stata definita una proposta articolata su tre livelli:
servizi base: comprendono tutte le funzioni informatiche essenziali per un ente locale, incluse nella quota di adesione alla gestione associata;
servizi a canone: accesso a piattaforme e infrastrutture condivise;
servizi on demand: progetti e iniziative specifiche richieste dal singolo Comune, che potrebbero essere sviluppati anche in forma collaborativa.

Il nodo della sicurezza informatica

Un tema molto importante emerso durante l’incontro riguarda la cybersecurity. Le amministrazioni locali, spesso dotate di infrastrutture limitate, risultano particolarmente esposte al rischio di attacchi informatici.
Da qui la necessità di strutture digitali sempre più solide e complesse, in grado dio garantire adeguati livelli di sicurezza e protezione dei dati.

Governance e prossimi passi operativi

In chiusura, Giuliano Noci, in accordo con i presenti, ha ribadito l’importanza di un approccio organizzato e ben partecipato: è necessario il coinvolgimento dei funzionari.

Dal dibattito sono emerse alcuni direttori operativi:
• costituzione di un gruppo di lavoro permanente;
• definizione di un piano strategico territoriale, per individuare le azioni comuni;
• elaborazione di uno statuto per il nuovo soggetto aggregato;
coinvolgimento attivo delle figure amministrative, in particolare degli RTD (Responsabile per la Transizione Digitale);
• valutazione di un’eventuale estensione del modello associato ad altri servizi, oltre all’ICT: SUAP/SUE, Polizia Locale e Ufficio Tecnico.

Una visione condivisa per il futuro

L’incontro ha evidenziato una consapevolezza crescente: la trasformazione digitale non può più essere affrontata in modo isolato. La collaborazione tra enti rappresenta una leva strategica per garantire sostenibilità, innovazione e sicurezza.
Il percorso è ancora in fase di costruzione, ma le basi poste indicano chiaramente una direzione: fare sistema per affrontare insieme le sfide del digitale.

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