Giovani, lavoro e innovazione: l’Hub della Conoscenza porta a Trento le idee della Next Gen Power

L’Hub della Conoscenza porta su un palco nazionale la voce di oltre 6300 studenti: al centro del dibattito il ruolo di scuola, imprese e territori.
L’ITAS Forum, durante il Festival dell’Economia di Trento, ha ospitato il 21 maggio 2026 uno degli appuntamenti più significativi dedicati alle nuove generazioni: “Next Gen Power: i giovani alla guida del futuro (e senza bisogno di retrovisori)”, iniziativa promossa dall’Hub della Conoscenza e sostenuta dalla visione cooperativa di Cassa Padana.

Un evento che ha portato al centro del dibattito nazionale il punto di vista dei giovani su lavoro, scuola, tecnologia, innovazione e trasformazioni sociali, coinvolgendo oltre 200 studenti delle scuole superiori di Brescia, Cremona, Mantova e Lodi. Una platea giovane, attenta e partecipe, chiamata non soltanto ad ascoltare, ma ad essere protagonista.
Ad aprire l’incontro è stata la giornalista del Sole 24 Ore, Annarita D’Ambrosio, moderatrice della mattinata, che ha sottolineato il valore dell’evento insieme al Direttore del giornale, Fabio Tamburini, che invitato i giovani presenti ad avere coraggio e spirito critico:
“Come giovani avete un dovere: andare controcorrente. Non dovete avere paura di farlo, perché se non lo fate voi non lo può fare nessun altro”.

La voce dei giovani: paure, ambizioni e bisogno di orientamento

Il cuore dell’evento è stato la presentazione dei risultati del sondaggio “Giovani, futuro e nuovi poteri: cosa ne pensano davvero le nuove generazioni?”, ricerca promossa dall’Hub della Conoscenza, con il supporto di Cassa Padana, Politecnico di Milano, Anci Lombardia e la sua rete Informagiovani, che ha coinvolto 6300 studenti tra i 14 e i 19 anni.

A raccontare i contenuti sono stati due studenti: Carlo Alberto Chiavegato, del Liceo Scientifico “Aselli” di Cremona e Paramjit Kaur del Liceo Scientifico IIS “V. Capirola” di Leno.
Dalle loro parole è emerso il ritratto di una generazione consapevole della complessità del presente, desiderosa di rimettersi in gioco ma allo stesso attraversata da incertezze profonde, soprattutto dal punto vista lavorativo e sociale. Gli studenti hanno evidenziato un forte bisogno di trasformazione del sistema educativo: più educazione finanziaria, maggiore orientamento, attenzione alle competenze emotive e relazionali, oltre ad un utilizzo più concreto e consapevole della tecnologia.

Particolarmente centrale il tema dell’intelligenza artificiale. Paramjit Kaur ha sottolineato come i giovani non guardino l’AI con ostilità, ma con pragmatismo e curiosità: molti studenti la utilizzano quotidianamente, anche in ambito scolastico. Tuttavia, emerge una richiesta precisa: essere formati e preparati meglio.
“Tanti ragazzi ritengono di dover imparare ad usare l’intelligenza artificiale da soli e pensano che la scuola non li stia preparando abbastanza”, ha spiegato. “Esiste anche la paura che l’AI possa portare a perdere parte della creatività umana”.

Il discorso finale dei due studenti ha rappresentato forse il momento più intenso della mattinata: “Siamo una generazione crescita nella complessità, ma senza avere strumenti per affrontarla correttamente. Noi giovani non chiediamo di essere protetti dalla realtà, ma strumenti e orientamento capaci di aiutarci in un contesto sempre più instabile e frammentato. Non nascondeteci la complessità del futuro: aiutateci ad affrontarla.”

L’Hub della Conoscenza: costruire ponti tra scuola, imprese e territori

A raccontare e rilanciare questo messaggio è stato Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano e direttore dell’Hub della Conoscenza, che ha definito l’evento una “prima grande discontinuità” nel percorso del progetto nato tre anni fa insieme a Cassa Padana.

Noci ha ricordato la grande rottura tra giovani e territorio, e l’importanza di prendere coscienza che le responsabilità nei confronti dei giovani deve necessariamente aumentare.

Secondo Noci, infatti, i giovani chiedono coordinamento e punti di riferimento in una società segnata da accelerazione tecnologica, instabilità e da una popolazione sempre più anziana e meno incline all’investimento sul futuro. In questo scenario, la scuola fa e farà sempre più fatica a stare al passo con il cambiamento.

È qui che entra in gioco il ruolo dell’Hub della Conoscenza: creare connessioni concrete tra scuola, università, imprese e territori, integrando mondi che troppo spesso dialogano poco tra loro.

Un modello che nasce dalla vocazione cooperativa di Cassa Padana e che oggi si propone come piattaforma territoriale capace di ascoltare i giovani, interpretare i cambiamenti e accompagnare l’innovazione sociale ed economica nelle province della pianura lombarda.

Le imprese e la sfida generazionale

Il confronto con il mondo produttivo ha arricchito ulteriormente il dibattito.
Bruna Olivieri, country manager di Unieruro che ha raccontato l’impegno di Unieuro nel trasformare processi e competenze attraverso formazione continua e inserimento di nuove professionalità.
“Dobbiamo rivoluzionare i processi core dell’azienda e investire nella formazione per rimanere competitivi e rispondere alle richieste dei giovani”, ha spiegato.

Un concetto ripreso anche da Pier Maria Saccani, Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP, che ha sottolineato come tecnologia e innovazione possano valorizzare anche settori tradizionali come l’agroalimentare.
“Noi siamo riusciti a trasformare un prodotto presente sul mercato in un’eccellenza riconosciuta nel mondo”, ha affermato. “Ma abbiamo bisogno dei giovani per renderlo ancora più competitivo e attrattivo”.

Per l’imprenditore Corrado Passera il tema centrale è invece aiutare i ragazzi a orientarsi in un contesto complesso e frammentato: “I giovani non esistono come categoria unica, esistono tanti modi di essere giovani. Il compito delle istituzioni e delle imprese è aiutarli a capire dove siamo e dove stiamo andando”.

Il ruolo sociale delle istituzioni

Significativo anche l’intervento del presidente INPS Gabriele Fava, che ha voluto rassicurare i ragazzi presenti, sottolineando quanto il core business di una azienda come l’INPS sia proprio il benessere dei più giovani. Fava ha parlato della trasformazione dell’INPS in una vera e propria “infrastruttura sociale”, capace di offrire servizi, welfare e strumenti concreti per accompagnare le nuove generazioni.

Capitale economico, culturale e relazionale: le chiavi del futuro

A chiudere il quadro è stato l’intervento di Irene Boni, Consigliere Delegato Unhate Foundation, nata per volontà di Alessandra Benetton con l’obiettivo di creare opportunità per gli under 30 e contrastare i fenomeni di odio e violenza sociale. Boni ha evidenziato una forte sintonia tra le ricerche della fondazione e i risultati emersi dal sondaggio dell’Hub della Conoscenza. In un mondo aperto e pieno di possibilità, molti giovani faticano infatti a trasformare gli stimoli in fiducia verso il futuro.

Le ragioni, secondo Boni, ruotano attorno a tre elementi fondamentali: capitale economico; capitale culturale; capitale relazionale. Tre dimensioni che incidono profondamente sulla possibilità di costruire percorsi di crescita personale e professionale.

Una sfida che riguarda il territorio

Tra gli spunti più forti emersi nel confronto finale, anche quello relativo ai territori nei quali viviamo. Giuliano Noci ha sottolineato come i giovani chiedano luoghi diversi da quelli attuali: più opportunità, più servizi, più vitalità culturale.
“Se non affrontiamo questo tema”, ha avvertito, “rischiamo la desertificazione dei territori”.

Ed è proprio qui che il progetto promosso da Cassa Padana, assume un valore strategico. L’Hub della Conoscenza non è soltanto un osservatorio sui giovani, ma un laboratorio permanente di connessioni tra formazione, impresa, innovazione e sviluppo.
Portare questa esperienza sul palco nazionale del Festival dell’Economia di Trento ha significato dare legittimità e visibilità ad un modello nato grazie all’impegno del credito cooperativo e dei partner territoriali.

Il futuro, come hanno ricordato gli studenti protagonisti della mattinata, non si costruisce proteggendo i giovani dalla complessità, ma dando loro gli strumenti per attraversarla.

 

Articoli Correlati