L’intelligenza artificiale non è più il futuro, ma uno strumento che gli studenti italiani utilizzano quotidianamente. Secondo un recente sondaggio, condotto dall’Istituto d’istruzione Superiore “Grazio Cossali” di Orzinuovi (BS) su un campione di 238 ragazzi, emerge il quadro di un reale desiderio di innovazione. Oltre l’80% degli intervistati dichiara che l’IA ha migliorato la qualità del proprio studio, utilizzando principalmente le piattaforme per la ricerca di informazioni (45%) e la spiegazione di concetti complessi (41,2%).
L’inchiesta della Redazione Young Voices per una didattica innovativa

Nonostante l’entusiasmo, i ragazzi mantengono i piedi per terra: il 74,4% si fida dell’IA solo a seconda dell’argomento trattato, mostrando una consapevolezza critica verso le “allucinazioni” del software. Eppure, a fronte di questo utilizzo massiccio, si registra un profondo scollamento con il mondo dei docenti. Il 32,4% degli studenti percepisce i professori come “diffidenti” e il 20,2% li ritiene “per nulla concordi” sull’uso di questi strumenti.
Ha avuto modo di rilevare queste impressioni anche Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano e direttore dell’Hub della Conoscenza, quando, in data 7 febbraio, ha tenuto l’incontro “Scuola che farAI” presso l’Istituto Cossali.
Non è mancata la partecipazione degli studenti che, interpellati dal Prof. Noci sulla possibilità che questa nuova tecnologia possa migliorare le proprie vite, si sono divisi in una vera e propria dicotomia, con i più diffidenti che, seppur in netta minoranza, non hanno esitato a esprimere le proprie perplessità.
Quindi, è toccato al professor Giuliano Noci fare chiarezza: “L’IA non è nulla di nuovo” – afferma – “oggi ne parliamo a causa dell’aumento della capacità di calcolo e dei dati disponibili grazie a internet. Questa, come ogni altra innovazione tecnologica introdotta nel corso della storia, è inarrestabile”.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale

Che ruolo ricoprirà, allora, l’intelligenza artificiale nel futuro? “Sarà uno strumento di supporto che non sostituirà integralmente l’uomo” – afferma il professore. Attenzione però, proprio per questo motivo, starà a noi farne un uso consapevole, in quanto, come ribadito più volte nel corso della conferenza “non esiste l’etica dell’IA, perché non è un soggetto. Esiste solo l’etica dell’uomo.”
Ai nostri microfoni, il Professor Noci conclude: “L’IA impatta significativamente sul sistema scolastico, perché alza l’asticella della conoscenza necessaria per poter vivere ed essere utili nella società, e cambia le modalità attraverso le quali viene sviluppato l’apprendimento della persona: dobbiamo conoscere per porle le domande giuste. Credo che sarà usata integrativamente nella lezione frontale.”
Redazione Young Voices
Irene Schena e Lanfranco Sanzeni, Istituto Grazio Cossali di Orzinuovi


