Moda consapevole: il vero costo dei capi e il valore della sostenibilità

12 Febbraio 2026

Spesso, nella scelta di un capo d’abbigliamento, il prezzo rappresenta un elemento determinante: l’istinto di confrontare costi e cercare alternative più economiche è comprensibile e, in molti casi, una necessità concreta. Tuttavia, è importante interrogarsi su dove si collochi il limite tra convenienza e sostenibilità. Quando un prezzo particolarmente basso nasconde sprechi, condizioni di lavoro sfavorevoli o un impatto negativo sull’ambiente e sulle comunità coinvolte, la scelta economica rischia di tradursi in un costo sociale ed ecologico significativo.

Per approfondire questo tema, il team della redazione Young VoicesSara Olivetti, Simar Ghotra e Sukvir Kaur – ha realizzato un’intervista a una giovane imprenditrice del settore moda, per far emergere aspetti spesso invisibili della filiera e promuovere una riflessione più consapevole sul valore dei prodotti.

L’intervista

Oggi il mondo della moda è dominato dalla fast fashion, un modello che ha cambiato profondamente il modo in cui compriamo, consumiamo e vediamo i vestiti. Un sistema veloce, accessibile, ma che ha anche un lato più scuro. Piccoli negozi e boutique stanno perdendo sempre più clientela e, uno dopo l’altro, sono costretti a chiudere a causa della forte concorrenza delle grandi catene. Per questo abbiamo voluto rivolgerci a Luana, proprietaria di una boutique di un negozio di abbigliamento.

Luana ama la moda da quando era bambina. Per lei, però, non si è mai trattato solo di vestiti o di seguire le tendenze del momento. «Per me la moda non è una questione di taglie o di standard: è qualcosa che ti dà sicurezza, che ti fa sentire a tuo agio», racconta. Proprio da quest’idea nasce Moulage, la sua boutique: un luogo dove le persone possono prendersi del tempo per sé, lontano dalla frenesia degli acquisti veloci. La sua visione si scontra inevitabilmente con la realtà della fast fashion, un modello di produzione e consumo basato su grandi quantità, prezzi molto bassi e collezioni che cambiano continuamente.

Secondo la giovane imprenditrice, la fast fashion ha reso la moda accessibile a tutti, ma ha anche cambiato il nostro modo di comprare: oggi siamo abituati ad acquistare spesso, senza riflettere sulla qualità o sulla provenienza dei capi.  Questo sistema, spiega, non incide solo sull’ambiente, ma anche sul mercato locale. Le piccole boutique fanno fatica a competere con i prezzi delle grandi catene presenti nei centri commerciali, che grazie a enormi volumi di produzione riescono a proporre prezzi con cui è quasi impossibile competere.

Anche se le difficoltà non mancano, Luana è convinta che le boutique possano tornare ad avere un ruolo centrale nel mondo della moda. Oggi, infatti, molte persone cercano qualcuno che le ascolti, che le consigli con sincerità e che le aiuti a scegliere con calma. In una boutique non si entra solo per comprare un vestito, ma per vivere un’esperienza fatta di attenzione, dialogo e cura.

CONSAPEVOLEZZA DEI CONSUMATORI

Si parla sempre più spesso del concetto di sostenibilità e della fast fashion, ma non significa che tutti noi ne siamo consapevoli fino in fondo. Spesso, come dice Luana, guardiamo solo al prezzo finale, senza pensare all’impatto che può avere sull’ambiente e sulle persone che producono quei vestiti. 

Per questo abbiamo svolto una ricerca, mettendo a confronto i costi nascosti dietro ogni capo d’abbigliamento.

Parametro Maglietta fast fashion Maglietta sostenibile
Prezzo medio di vendita 8-15€ 30-60€
Litri d’acqua per produzione 2700 L  -30/50% se cotone biologico o riciclato
Materiali principali Cotone convenzionale, poliestere (derivato dal petrolio) Cotone biologico, fibre riciclate, lino, tencel
Uso di sostanze chimiche Elevato (pesticidi, coloranti tossici) Limitato, certificato (GOTS, OEKO-TEX)
Microplastiche rilasciate Alte (se poliestere) Ridotte o assenti (fibre naturali)
durata media del capo 10-30 utilizzi 80-100+ utilizzi
Condizioni di lavoro Spesso salari minimi non dignitosi, scarsa trasparenza, sfruttamento minorile Salari equi, contributi, orari in regola
Modello economico Produzione di massa, usa e getta Produzione più lenta, qualità e durabilità
Fine vita Spesso discarica o incenerimento Riciclo, riuso, biodegradabilità
UN MESSAGGIO IMPORTANTE

Per Luana, una moda davvero sostenibile dovrebbe cambiare direzione: meno quantità, meno collezioni continue, meno eccessi. Bisogna puntare sulla qualità.
Il messaggio che ci lascia è semplice, ma importante: comprare meno, ma meglio, dare valore a ciò che indossiamo, informarci e scegliere in modo consapevole. Perché ogni acquisto non è solo una questione di stile, ma una scelta che ha conseguenze sull’ambiente e sulla società.

Sara Olivetti, Redazione Young Voices – Istituto Capirola

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