Gestione associata: i Sindaci del Cremonese a confronto
Al Politecnico di Cremona presentati i risultati dello studio sulle collaborazioni tra Comuni

Mercoledì 10 dicembre 2025, nell’Aula Magna del Campus del Politecnico di Milano a Cremona, si sono riuniti i Sindaci del territorio Cremonese per discutere del futuro della gestione associata dei servizi comunali. L’incontro, promosso dall’Hub della Conoscenza, ha riportato al centro del dibattito un tema che gli amministratori conoscono bene e che, alla luce delle nuove difficoltà della Pubblica Amministrazione, diventa sempre più urgente.

Giuliani Noci, Direttore dell'Hub della Conoscenza, all'incontro dedicato ai Sindaci di Cremona sulla gestione associataA fare gli onori di casa, Giuliano Noci, Direttore dell’Hub della Conoscenza e Prorettore del Politecnico di Milano, che ha aperto l’incontro ricordando che il territorio cremonese e la città saranno chiamati a svolgere un ruolo strategico nei prossimi anni.
Due le nuove zone di innovazione e sviluppo individuate: una dedicata all’agricoltura, con baricentro Cremona, e una alla cosmetica, con baricentro Crema. Un contesto in cui, ha sottolineato Noci, la presenza del Politecnico e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore può diventare un attrattore per studenti anche a livello internazionale.

Lo studio: ricambio generazionale, competenze insufficienti e scarsa digitalizzazione

Il cuore dell’incontro è stata la presentazione dello studio realizzato dal Politecnico di Milano, insieme alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Claudio Russo, Responsabile dei progetti di cooperazione interistituzionale del Politecnico di Milano, ha illustrato i dati raccolti tracciando un quadro chiaro: nei piccoli Comuni la situazione è più critica.
Le principali difficoltà riguardano: organici ridotti e in progressivo calo, età media dei dipendenti molto alta, scarse competenze tecniche, formazione insufficiente, digitalizzazione ancora troppo debole, nonostante le spinte del PNRR.
Secondo l’analisi, inoltre, la capacità amministrativa cresce al crescere della dimensione demografica. I Comuni più grandi riescono a sfruttare meglio le risorse che hanno a disposizione, ad attrarre risorse umane qualificate e a sostenere investimenti più complessi. Una disparità che, in una provincia composta da molti piccoli centri, pesa sempre di più.

Unioni, servizi condivisi e criticità

Nella provincia di Cremona esistono già 10 unioni di Comuni, che coinvolgono 25 amministrazioni. Tra i servizi gestiti in forma associata figurano urbanistica, edilizia scolastica, polizia locale, protezione civile e programmazione sociosanitaria.
Dai Sindaci intervistati dal team del Politecnico di Milano sono emerse anche molte criticità: mancanza di competenze, difficoltà nel reperire personale, scarsa pianificazione delle risorse umane e bisogni sociali in aumento, a cui dare risposte.

Il modello proposto dal Politecnico prevede una governance multilivello:
1. area vasta: è il livello più alto, copre un territorio molto esteso. Qui si ragiona su strumenti più complessi, come i consorzi;
2. zone omogenee: sottostanti l’area vasta. Raccolgono e organizzano i bisogni comuni per trovare soluzioni condivise;
Esempio: per il SUAP ha senso che il presidio sia gestito a livello di zona omogene
3. area locale (i singoli comuni): qui restano le attività più di prossimità e specifiche.
Tra gli interventi istituzionali, anche quello del Presidente della Provincia di Cremona Roberto Mariani, che ha definito lo studio “uno strumento di lavoro prezioso, che aiuta a ” comprendere la composizione ottimale per offrire servizi territoriali adeguati

«Dalle parole del professor Noci, ha affermato Mariani, emerge chiaramente il tema delle risorse. È una sfida che dobbiamo affrontare. Le autonomie locali hanno grandi potenzialità, soprattutto ragionando in un’ottica di area vasta. È un percorso che dobbiamo fare insieme, e dobbiamo farlo rapidamente».
Presenti al dibattito anche il Sindaco di Cremona Andrea Virgilio, quello di Crema Fabio Bergamaschi, il Presidente dell’Area Omogenea Cremasca Gianni Rossoni, il Sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e il Presidente del GAL Oglio Po Domenico Maschi.

Un messaggio finale

La serata ha confermato che la consapevolezza dei problemi è alta e condivisa, ma, anche, che il tempo a disposizione è sempre meno. In una fase storica in cui gli enti locali devono affrontare organici ridotti, trasformazioni tecnologiche, fabbisogni crescenti e nuove opportunità di sviluppo, la gestione associata non è più soltanto un’opzione: è una necessità

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