Parte dal territorio cremonese uno dei progetti più ambiziosi per il futuro dell’agroalimentare lombardo. Giovedì 2 aprile, presso la Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, si è tenuto il primo incontro istituzionale dedicato alla costruzione della Zona di Innovazione e Sviluppo (ZIS) della Lombardia Orientale.
L’incontro ha rappresentato il primo passo di un percorso condiviso e avviato dalle Province di Brescia, Cremona, Lodi e Mantova, che già nell’ottobre del 2025 avevano sottoscritto una lettera di intenti per una candidatura unitaria. Una visione di area vasta che si fonda su numeri rilevanti: il territorio concentra circa il 70% della produzione agroalimentare lombarda e genera oltre 3,24 miliardi di euro ogni anno.
ZIS: un nuovo modello per affrontare le trasformazioni
Al centro del confronto è emersa la necessità di superare modelli organizzativi tradizionali per rispondere alle profonde trasformazioni in atto.
Andrea Virgilio, Sindaco di Cremona, ha sottolineato come sia fondamentale assumersi la responsabilità di ripensare l’organizzazione del territorio, evidenziando come le sfide attuali, tecnologiche, economiche e sociali, richiedano nuove piattaforme capaci di integrare competenze e opportunità.
In questo contesto, la ZIS viene proposta come strumento in grado di creare valore attraverso la qualità delle relazioni tra i diversi stakeholder. Un passaggio fondamentale per difendere e rafforzare le eccellenze agroalimentari locali, sempre più esposte alla competizione globale.
La ZIS come ecosistema dell’innovazione
Giuliano Noci, Prorettore del Politecnico di Milano e Direttore dell’Hub della Conoscenza, ha coordinato i lavori chiarendo l’obiettivo dell’incontro: creare i presupposti per un cammino che consenta alle imprese dei nostri territori di raggiungere il successo di mercato che meritano.
Noci ha evidenziato come il futuro dell’agroalimentare dipenderà dall’innovazione tecnologica e dalla capacità di presidiare i mercati internazionali.
Un concetto rafforzato dall’intervento di Gessyca Golia, Dirigente “Start up, innovazione e accesso al credito per le imprese” – DG Sviluppo Economico, Regione Lombardia che, in collegamento da remoto, ha spiegato come le ZIS nascano per integrare imprese, ricerca, infrastrutture e innovazione in un unico sistema. Non si tratta dunque di una rete territoriale, ma di un vero cambio di mentalità e strategia. Secondo Golia “le ZIS dovranno diventare punti di riferimento per imprese, offrendo servizi accessibili e capaci di generare valore nel tempo”.
Un percorso condiviso
Tra gli elementi chiave emersi durante l’incontro c’è anche la volontà di costruire un progetto partecipato. Non siamo infatti di fronte ad una iniziativa calata dall’alto, ma di un percorso condiviso che nasce dai bisogni dei territori. Un progetto che non punta solo all’efficienza, ma alla crescita di ricavi e marginalità per le imprese. In quest’ottica, sono stati coinvolti numerosi attori: dal sistema del credito cooperativo, agli enti locali, ai centri di formazione e alle Università, fino all’Istituto zooprofilattico.
Il ruolo strategico dei territori e delle istituzioni
Forte anche il messaggio delle istituzioni. Il presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani, ha definito la ZIS «un passaggio strategico per il futuro dell’economia territoriale», sottolineando l’importanza della collaborazione tra istituzioni, università e sistema produttivo.
Sulla stessa linea anche i presidenti delle altre province coinvolte, Emanuele Moraschini, Brescia, Carlo Bottani, Mantova, e Fabrizio Santantonio, Lodi, che hanno evidenziato come l’unione dei territori rappresenti una risposta decisiva alle incertezze globali e una leva per rafforzare la competitività dell’intero comparto agroalimentare.
Università e ricerca al centro del progetto
Determinante sarà il contributo del sistema universitario. Durante l’incontro sono intervenuti rappresentanti del Politecnico di Milano, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dell’Università degli Studi di Brescia e dell’Università degli Studi di Milano, che avranno il compito di guidare le traiettorie scientifiche e tecnologiche della ZIS.
Il modello organizzativo presentato, basato su una struttura “Hub & Spoke”, individua Cremona come hub principale, in connessione con Brescia, Mantova e Lodi, come zone interconnesse. Una rete che valorizza le specificità locali all’interno di una strategia coordinata.
Il ruolo dell’Hub della Conoscenza e le prossime tappe
L’Hub della Conoscenza, progetto promosso e sostenuto da Cassa Padana BCC, insieme ad altri partner strategici, si configura come regia in grado di accompagnare la valorizzazione della filiera agroalimentare, a partire dalla Lombardia Orientale, attraverso una visione fondata su qualità, sostenibilità, innovazione e radicamento locale. L’Hub della Conoscenza può svolgere un ruolo rilevante nella promozione della ZIS, contribuendo a diffonderne visione, obiettivi e opportunità e a consolidare una progettualità condivisa al servizio della crescita sostenibile e competitiva del territorio.
L’incontro del 2 aprile segna l’avvio di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con la definizione di un piano della ZIS.
Come emerso nel corso dell’incontro, la ZIS ambisce a diventare una vera e propria “bussola” per il territorio: uno strumento in grado di orientare sviluppo, investimenti e innovazione, dando nuova energia a una delle filiere più strategiche del sistema economico lombardo e nazionale.


