Astutillo Malgioglio: quando lo sport diventa inclusione
Nel mondo del calcio, popolato da icone di stile e superstar milionarie, la figura di Astutillo Malgioglio splende di una luce diversa, fatta di umiltà e profonda umanità. Portiere di talento tra gli anni ’70 e ’90, Malgioglio ha indossato maglie prestigiose come quelle di Brescia, Roma, Lazio e Inter, ma la sua vera vittoria è stata lontano dai riflettori degli stadi. Mentre i suoi colleghi si godevano la fama, Malgioglio dedicava ogni momento libero e gran parte dei suoi guadagni all’assistenza dei bambini con disabilità, infatti, insieme alla moglie Raffaella, fondò a Piacenza l’associazione “ERA 77″, un centro di riabilitazione motoria gratuita. La sua dedizione, purtroppo, non fu sempre compresa. Gli autori dell’articolo, Irene Schena e Lanfranco Sanzeni, giovani redattori di Young Voices, progetto dell’Hub della Conoscenza, approfondiscono la testimonianza di Astutillo Malgioglio e il valore educativo dello sport come strumento di comunità e partecipazione.
Durante la sua militanza nella Lazio, subì feroci contestazioni da parte di un gruppo di tifosi che vedevano il suo impegno sociale come una distrazione dal campo. Fu l’allenatore Trapattoni a riportarlo al calcio, nella sua squadra, l’Inter, come secondo portiere, dove trovò il rispetto che meritava. Nel 2021, il Presidente Sergio Mattarella gli ha conferito l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Oggi Malgioglio rimane il simbolo di un calcio che sa essere cuore e sacrificio, ricordandoci che il valore di un uomo non si misura dai trofei, ma dalla capacità di tendere la mano a chi è rimasto indietro.
L’incontro con gli studenti del Cossali di Orzinuovi

Gli alunni hanno accolto con lo stesso calore una delle società più legate al campione piacentino. Il Brixia Powerchair Football, che, per l’occasione, è sceso in campo per una partita dimostrativa di calcio in carrozzina.
Calcio in carrozzina: uno sport straordinario
“Il calcio in carrozzina è un qualcosa di straordinario: è aperto a tutti, così come lo era il calcio quando ero piccolino” – ha esordito Malgioglio, rivendicando le radici popolari della sua passione – “dobbiamo tornare alle basi: lo sport per tutti.” In seguito, l’ospite non ha solo spiegato agli studenti di che cosa si occupasse l’Associazione ERA 77, ma anche i principi dietro alla sua fondazione, avvenuta – fra l’altro – quando Malgioglio era appena maggiorenne:
“Il mondo è fatto di persone che necessitano di solidarietà e amore. Loro ci si presentano, siamo noi a dover cogliere l’attimo.” “L’incontro ha rappresentato un momento di profonda crescita, ricordandoci con forza il vero valore dello sport e dell’inclusione.” Dichiara, il preside Luca Alessandri “Si pensa spesso ai giovani preda dell’isolamento da social, delusi o arrabbiati, insensibili a ogni causa e impegno, mentre una mattinata come questa fa emergere la disponibilità ad abbattere ogni barriera per mettersi a disposizione degli altri.”
“Ognuno di noi possiede un talento sociale ed etico”: questo il commovente appello di congedo riservato da Malgioglio ai ragazzi. Insomma, la sfida è stata lanciata. Ora, sta a noi raccoglierla.
Irene Schena e Lanfranco Sanzeni
Redazione Young Voices e studenti l’Istituto Grazio Cossali di Orzinuovi (BS)


